Spesso e volentieri, i turisti che approdano sullo “scoglio egadino” mi chiedono soprattutto dove si può mangiare qualcosa al volo di tipico del posto.

Insomma, mi viene domandato dove si può trovare un buon street food isolano, quello che ti serve ottimi panini degni di tale nome, da addentare una volta arrivati in spiaggia.

E ogni volta, la mia risposta è sempre la stessa: andate da Tuna Fish City.

 

Da milanese doc quale sono, se state cercando di figurarvi mentalmente l’aspetto del locale, potrei dire, filosoficamente parlando, che questo sia l’ideale platonico del paninaro ittico sotto casa, quello da cui andresti per riempirti golosamente la pancia in pausa pranzo, dopo una dura giornata di lavoro o anche, perché no, dopo una notte di bagordi in discoteca.

Solo che al posto del sempreverde panino con la porchetta o con la salamella, qui si fa sul serio: i protagonisti incontrastati di questi hamburger sono i prodotti del mare locali e ciascuno, o quasi, porta il nome di una famosa cala favignanese.

Tra i miei preferiti, figura sicuramente il Cala Rossa: pane di grano duro ripieno di tonno fresco, cipolla agrodolce, olio, sale, pepe, limone e origano. Naturalmente, il tutto accompagnato da una porzione di patatine fritte, perché lo street food LE VUOLE!

Personalmente, non sempre amo i panini farciti da troppi ingredienti, per quanto siano buoni, perché, alcuni, dopo pochi morsi mi “riempiono”. In questo caso, Tuna Fish City mi viene perfettamente incontro con la creazione di un hamburger di pesce, in fin dei conti essenziale, ma godurioso, che sa saziarmi totalmente.

In questo luogo affacciato sulla piazza municipale, in centro, è altresì possibile gustarsi il famoso Pane Cunzato, uno street food storico di Favignana: pane di grano duro, tonno in scatola (Saga dei Florio docet), pomodoro, olio, sale, origano, basilico e pepe. Esistono anche altre versioni oltre a quella classica isolana a base di tonno: una soluzione alternativa che adoro gustarmi, per esempio, è quella con le acciughe, che sostituiscono egregiamente il rinomato “maiale del mare”.

A ogni morso, che dire, si sente la Sicilia! Ed è impossibile non chiudere gli occhi e sorridere, godendosi ogni boccone di questo celeberrimo panino.

Storiograficamente parlando, questo era un alimento che veniva messo in tavola nei periodi poveri di grande carestia, tanto da essere soprannominato “il pane della disgrazia”, considerata la necessità di farcire una pagnotta spesso rafferma con il poco cibo di cui si disponeva in casa.

Sebbene, ufficialmente, si collochi l’origine di questo piatto nell’anno 1976, le sue radici vanno indietro nel tempo di parecchie decadi, tanto da essere considerato il sandwich più antico del mondo.

Lo scrittore Andrea Camilleri era ossessionato dal Pane Cunzato, tanto da inserirlo in un’antologia dedicata, intitolata “I Segreti della Tavola di Montalbano”.

E come al solito, non può mancare il saggio commento di mia zia, Consuelo Vecchio, Dietista, Coordinatore dei processi di nutrizione clinica presso l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, che descrive il Pane Cunzato in questo modo: « Panino ricco ma completo: sono presenti carboidrati, proteine ad alto valore biologico, grassi di ottima qualità, tra cui acidi grassi della serie omega-3, con note proprietà antinfiammatorie, e omega-9 alleati della prevenzione cardiovascolare, carboidrati complessi, fibra e macronutrienti. La presenza anche di erbe aromatiche come origano e basilico arricchiscono non solo da un punto di vista organolettico ma anche di fitocomposti che, come sappiamo contrastano lo stress ossidativo. Quindi un pasto veloce e in linea con una sana alimentazione. Attenzione però alle porzioni.»

Tuna Fish City rispecchia fedelmente il concetto di street food anche perché dispone persino di una cucina su quattro ruote che parcheggia sempre nella zona del Bue Marino. Sapete, “il mare stanca”, quindi occorre del buon cibo per rimettersi in forze da cotanta fatica!

E come dice il mai citato abbastanza Fabrizio Caramagna, aforista nostrano: “Un buon panino non si spiega. Un suo boccone ti riempie la bocca con il profumo del pane e il sapore della farcitura e senti che ti carezza, ti invita a fare un altro morso.”