Giacché Favignana è un’isola, è facile presupporre che le uniche attrattive che può offrire siano legate solo al meraviglioso mare che la circonda.
In realtà, esiste un’altra attività turistica affascinante che ha come protagonista l’esplorazione del resto del suo territorio, piuttosto che dell’infinita distesa azzurra intorno, incontrastata e sovrana.
Questo progetto si chiama: La Cusciuleria.

Giovanna è colei che lo gestisce. È nata a Monza ed è cresciuta a Milano (come la sottoscritta) secondo il vero stile di vita della capitale lombarda: tailleur, tacchi, tanti lavori come Project Manager, nel settore del turismo, confrontandosi ogni giorno con numeri, cifre, soldi e cash.
Molti non riescono a fare a meno della giungla milanese, con il suo asfalto rovente, gli edifici gremiti e ruggenti, i servizi totally smart, le innumerevoli call, i meeting, i global, gli inglesismi ad hoc entrati di prepotenza nella dialettica quotidiana, tutto fast, veloce, pratico, logistico, no mistakes!
C’è chi, invece, non tollera più, a un certo punto, questo stile di vita e fa la scelta di rallentare, di respirare un secondo, di mettere da parte gli high heels, il tailleur, l’abito fashion, i mocassini, la giacca, la cravatta e decide di mollare tutto per stare scalzo su una spiaggia, godendosi il profumo della salsedine, il suono delle onde, la vista del mare e il buongiorno da parte dei gabbiani. (Poi ci sono io, che ho deciso di vivere entrambe le realtà, non sapendo stare né senza la mia amata Milano, né senza questa magnifica distesa turchese verso l’orizzonte).
Giovanna, una donna dolcissima, empatica e coraggiosa, ha optato per quest’ultimo lifestyle.

Prima del cambiamento, ha frequentato per tanto tempo Favignana e le isole Egadi. Mentre stiamo facendo colazione accanto al molo turistico, mi dice che ognuno di noi ha delle leve che smuovono qualcosa nell’animo, che quelle sono i veri propulsori che permettono di scrivere il proprio destino. Forse è stato il primo impatto con qualcosa che, inizialmente, messo a confronto con Milano, risultava più vero, meno patinato, più rustico, più naturale, meno artificioso, celere o futuristico. Qualcosa che, per una volta, sentiva che non la stava spersonalizzando.
Ed ecco che, in un lampo, Giovanna ha abbandonato tutto. Si è appassionata alle storie del luogo e ha cominciato la sua attività turistica semplicemente camminando in giro, facendo (come dice il dialetto di queste parti) la “cusciulera”, da qui il nome della sua iniziativa.
Con questo termine si indica una persona “che cammina, che va in giro a interessarsi, che si informa su tutto, che chiacchiera facilmente con gli altri”. In poche parole, una cusciulera è una figura curiosa, anche se in passato aveva una concezione più negativa (sapete… le donne che vanno in giro da sole… non era cosa…). Ora è un’espressione affettuosa.

Giovanna ha sfruttato questa “fama”, la sua passione di imparare e apprendere, di riferire ad amici e non le sue scoperte. Ha preso il brevetto che l’ha ufficializzata come guida ambientale con l’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche), la più importante e grande del nostro stivale.
E cosa si fa con La Cusciuleria? Letteralmente si cammina per i sentieri delle Egadi, esplorandone la Natura, dove ogni passo viene raccontato e narrato, poiché ogni pietra e ogni pianta nascondono una storia. Una storia che, sì, richiede un certo grado di preparazione per essere tramandata, ma che non viene esposta come farebbe una normale guida. Si tratta di percorsi spirituali che ci mettono in contatto con la parte più primitiva e storica dell’arcipelago, adattando la novella in base agli incontri che si fanno ogni giorno durante le escursioni.

Escursioni che durano una settimana, dove i turisti vengono accompagnati, come dicevo, per tutte le Egadi, ma anche nel trapanese, arrivando fino alla Riserva dello Zingaro. All’occorrenza vengono organizzate anche gite giornaliere.
I periodi ottimali per intraprendere tali itinerari sono la primavera e l’autunno, quando le temperature consentono di vagabondare senza svenire per un colpo di calore.
«Camminare nella Natura ha tante valenze diverse,» mi dice Giovanna con una grande emozione tradita dalla voce «raccontare le storie di questi luoghi e anche viverli, camminarci sopra, vederli con più lentezza, scoprirli anche da un punto di vista inconsueto, anche perché questi luoghi vengono mangiati dalla stagione estiva, diventano quasi cibo da fast food.»
Ha ragione: spesso viene promosso un turismo mordi e fuggi, la vera piaga di queste isole. Un turismo non consapevole, un turismo che non pone tanto l’accento sulle bellezze naturali del luogo e sulla sostenibilità in quanto tali, ma come un semplice modo per “staccare un assegno”, un turismo che fa credere alla gente di poter prendere un gommone a random, vedere le due o tre cale più famose e dire “Ho visitato Favignana.”.

Attraverso questa impresa, Giovanna combatte questa ambiguità, eleva il turismo a un gradino più alto, esaltando la lentezza dei percorsi da lei proposti come il vero veicolo di comunicazione delle meraviglie dell’arcipelago. Una calma e una pace che evidenziano l’importanza di fermarsi per qualche attimo e interiorizzare l’essenza del mondo che ci circonda.
Tramite La Cusciuleria, Giovanna esprime sé stessa, esprime il suo vissuto, immagazzinando i ricordi di chi ha conosciuto. Ci mette anima e cuore. Il suo non è semplice trekking, ma ha il valore di un pellegrinaggio che fa ascendere non verso un dio di qualche tipo, ma verso la parte più recondita dell’essere. “Camminare” è un verbo fondamentale per Giovanna.
Anche perché, come dice il cantautore, musicista ed ex politico panamense Rubén Blades: “Camminando si apprende la vita, camminando si conoscono le persone, camminando si sanano le ferite del giorno prima. Cammina, guardando una stella, ascoltando una voce, seguendo le orme di altri passi.”


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